Addio ARI…

by IZ4AKS

Addio ARI
Erano i primi anni delle superiori, mancava ancora un po’ alla maggiore età e l’unica patente che avevo in testa non era quella di guida, ma quella da radioamatore. Così mi iscrissi all’ARI, poi scoprii che invece mi ero iscritto all’AARI (ma questa è un’altra storia) e mi preparai all’esame.
Sono passati oltre 15 anni, ora non ricordo esattamente (anno più anno meno), d’ininterrotta adesione al sodalizio.

Da oggi però non sono più membro dell’ARI. Da oggi non sono più socio ARI perché ho deciso di non rinnovare la quota annuale e di non avvalermi più dei servizi della blasonata associazione italiana.

I motivi sono diversi e ho già avuto modo di esprimerli in parte qui in parte su qualche forum. Fondamentalmente non me ne vado per un motivo specifico, ma per una diffusa sensazione di malessere che mi trasmette l’ARI: molte discussioni, molti malumori, tante chiacchere, lamentazioni, troppe polemiche, poche ma fastidiose bassezze. Fin qui tutti mali che più o meno ammorbano ogni aggregazione umana.
Se però poi, vado a vedere i servizi, mi accorgo che: non faccio il collezionista di cartoline e il BURO mi serve a far girare, a dir tanto, 10-15 QSL per quei 10-15 QSO annui dall’Italia. Se faccio una spedizione o se mi reco all’estero (come sabato in Lettonia) spedisco io a tutti la QSL senza nessuno debba inviarmi nulla, grazie a Global QSL. In caso contrario, rispondo a tutti via diretta. La rivista la leggo poco. Le antenne a casa non le ho installate, non usufruisco quindi dei vantaggi della assicurazione.

Sinceramente non rinnovare mi è dispiaciuto un’po parecchio, ma non sono un nostalgico; rinnovare per tradizione o per abitudine, senza ragioni, non ha senso.

Se le cose cambieranno e se ci saranno motivi adeguati mi re-iscriverò. Altrimenti continuerò a fare quello che ho sempre fatto: radio.