Dov’è finito l’IIA? 6
Rientrato da Ustica ho incominciato a lavorare sulla QSL di IE9X. Volendo mettere nel retro il logo dell’IIA (Italian Island Award), mi sono messo a cercarlo su Google. Purtroppo non sono riuscito a trovare nulla. Sembra che tutta la documentazione sull’IIA sia sparita dal web.
Non è possibile ritrovare nemmeno il logo nei formati a bassa risoluzione. Un loghettino è presente solo dentro alcune vecchie QSL, ma è così piccolo che non si riesce ad utilizzarlo.
È come se il diploma si fosse volatilizzato, consumato dal tempo. Ogni tanto ci si imbatte in qualche sua traccia. Per avere informazioni servirebbe l’aiuto di un archeologo!
Persino sul sito dell’Associazione Radioamatori Italiani, il diploma non è riportato.
ARI.it riporta, alla voce “Diplomi”, solo il Diploma Castelli Italiani, il Diploma Palio di Taranto e una news relativa a un meeting dei castelli e delle stazioni a favore dell’Antartide, risalente al gennaio 2009.
Su AriFidenza mi è stato detto che il manager del diploma dovrebbe essere Mario I2MQP, che fra l’altro è Award Manager Nazionale; oppure il segretario generale dell’ARI, Mauro I1JQJ.
Dovrebbe essere, forse è, qualcuno crede che sia…non so, personalmente comincio a convincermi che lo IIA non sia più un Diploma dell’Associazione Radioamatori Italiani, altrimenti non sarebbe spiegabile la latitanza dell’ARI da una sfida che affascina così tanti soci e simpatizzanti.
Ed in ogni caso, usando lo strumento della delega, l’Associazione non farebbe sicuramente fatica a trovare un volenteroso a cui affidare la gestione del diploma. Via email, privatamente, diversi mi hanno testimoniato che si sono proposti per dare una mano, senza mai ricevere risposta.
Insomma, un vero peccato che non si riesca più a promuovere adeguatamente un progetto vincente come questo.
Quello delle isole italiane è un diploma impegnativo sia per gli hunter sia per gli attivatori. Il mare, le condizioni meteo, le rocce, la postazione non sempre comoda, la barca che deve rientrare in porto, la batteria, il generatore, ci sono mille variabili in un’attivazione IIA e questo è un po’ il lato che lo contraddistingue e che lo rende un gioco affascinante.
Insomma, non è un diploma per pantofolai o per quelli che amano avere la pappa pronta.
La cosa, però, veramente incredibile è come l’IIA riesca mantenere inalterato il suo fascino nonostante non ci sia più nessuno a promuoverlo, nessuno che lo “spinga” , o che lo supporti.
Fino a quando si potrà continuare così? Non si pubblicano mai le classifiche, non si sa chi sono i referenti, non ci sono più nemmeno i loghi in alta definizione per poterli mettere sulle QSL, se voglio richiedere la pergamena, non so nemmeno quale sia la lista aggiornata delle referenze a chi mandare le mie cartoline.
Fino a quando l’entusiasmo degli attivatori reggerà?
Infatti se vedete il cluster, benché siano anni che del diploma non si sa più nulla, gli appassionati continuano a salire sugli scogli, a trascinare le casse di materiale sui lembi di sabbia, ad innalzare verticali fra rocce appuntite…insomma la passione è viva più che mai nel cuore di molti OM italiani.
È questo che mi fa sobbalzare sulla sedia perché questo diploma ha una forza che altri riconoscimenti di pari livello non hanno nemmeno mai lontanamente avuto.
Non dimentichiamoci che l’IIA ha regalato aggregazioni e club di radioamatori italiani come il MDXC (nel 97/98 e ancora l’isola fa capolino del logo del club!).
Gruppi simili al Mediterraneo Dx Club, che devono la loro nascita alle uscite sugli scogli, ce ne sono tanti. Nel tempo, alcuni di questi, sono diventati un vanto per il nostro hobby a livello mondiale!
Ma l’IIA fa scuola anche fuori dal nostro mondo. Un collega di lavoro, mi ha raccontato di essersi recato in vacanza al mare. Durante una gita in barca, il barcaiolo, ha fatto presente che lo scoglio che avevano davanti era uno scoglio “famosissimo” per i radioamatori che quasi ogni anno vanno lì a trasmettere. Pensate alle potenzialità a livello divulgativo che ha lo IIA per il nostro hobby.
Insomma, a me viene solo da dire che è un vero peccato. Ancor di più poiché nessuno sa dire il motivo e le ragioni che hanno portato a questo abbandono. Voi che dite? Perché siamo arrivati a questo punto: come mai? Perché?
Nel frattempo dedichiamoci al M.I.A.che sembra avere più fortuna…
PS: un amico aveva nel suo computer i file in buona risoluzione dei loghi. Se vi servono, potete prenderli da qui.
















Da “fanatica” cacciatrice di isolette italiane (e finalmente qualcosa di buono e bello e adrenalinoso ), mi auguro che con il tuo intervento autorevole qualcosa nelle alte sfere si smuova . Il diploma cartaceo non mi interessa, però la caccia si, ai castelli no, grazie, ma alle isolette dove l’organizzazione e la fatica per arrivarci sono tangibili , si, assolutamente si.
Helga IN3FHE
Cara Helga,
temo che il mio intervento produrrà ben poco. Chi può riparare, per l’IIA, all’incuria di questi anni non credo sia interessato a farlo.
Ad ogni modo, gli abbiamo recapitato un messaggio.
comunque, tra i diplomi menzionati sul sito nazionale ARI, non c’è neanche il WAIP…. non è una gestione ARI anche questo?
ciao, Gabriele iz3gom
Se può essere utile si trova qualche info su Radio Rivista 01/2006 a pag 65 ma quello che è avvenuto dopo lo ignoro.
Giusto per non farvi cercare a vuoto, su RR 01/2006 c’è il regolamento.
Anche se non interessa più a nessuno l’argomento IIA….
noi siamo tornati, e questa volta alla grande! …
8 isole attivate con successo…… e con tanta voglia di aventura!!!
73′ Piero IK7VJX No Limits Dx Team